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CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 GENNAIO 2012 – RISPOSTE ALL’INTERPELLANZA GUSS.

 

Coordinamento Cieli Puliti

Il circolo Vit.A. Legambiente
di Vittuone
e il Coordinamento Cieli Puliti

IN OCCASIONE

del Consiglio Comunale di LUNEDI’ PV.
23 gennaio 2012 – ore 18:15
dove il Sindaco darà risposta alla  interpellanza presentata dal
gruppo di Minoranza sul problema
delle emissioni maleodoranti
della Guss Asfalti

CHIEDONO

AI CITTADINI DI PARTECIPARE NUMEROSI PER:

SOSTENERE CON LA PROPRIA PRESENZA LA
RICHIESTA DI UNA SOLUZIONE DEFINITIVA DELL'ANNOSO PROBLEMA.

INFO EUROGUSSASPALT DEL 20 GENNAIO 2012

AGGIORNAMENTO EUROGUSSASPHALT

    La soluzione al problema dei fumi, polveri e odori emessi dalla EUROGUSSASPHALT e della loro innocuità non ha ancora trovato soluzione a causa del generale disinteresse mostrato dalle Autorità coinvolte, in primis del Comune di Vittuone,  ed al continuo e disarmante rimpallo di responsabilità al quale stiamo assistendo da lungo tempo tra ASL, ARPA, REGIONE, PROVINCIA e, ovviamente, il ns. COMUNE.
    Ciò nonostante, e proprio per questo, il Circolo Vit. A di LEGAMBIENTE e il COORDINAMENTO CIELI PULITI, costituitosi spontaneamente tra più di 600 cittadini residenti di Vittuone e dei Comuni limitrofi, non hanno mai smesso di mettere in campo tutte le iniziative possibili per arrivare ad una SOLUZIONE DEFINITIVA del problema, tra le quali è da ricordare la DENUNCIA al tribunale di. MILANO della EUROGUSSASPHALT che stà seguendo il proprio iter giudiziario.
    Sono stati interessati tutti gli organi di stampa, sia locali che regionali e sono stati contattati diversi MEDIA; da AMBIENTE ITALIA della RAI, a STRISCIA LA NOTIZIA, SOS GABIBBO, LE  IENE di MEDIASET da cui attendiamo di essere (speriamo) ascoltati.
    Abbiamo interpellato IL MINISTERO della FUNZIONE PUBBLICA per OBBLIGARE  i vari organi competenti a dare risposte concrete alle ns. richieste. ASL e PROVINCIA di MILANO sono stati perentoriamente invitati a  rispettare la legge e dare corso, almeno formalmente,  agli impegni presi con il ns. Circolo e a fornirci risposte puntuali alle ns. osservazioni.
    Abbiamo chiesto aiuto ai consiglieri comunali del gruppo di minoranza che ha prontamente richiesto e ottenuto un CONSIGLIO COMUNALE nel quale sono state formalizzate al Sindaco richieste di chiarimenti precisi sulla vicenda GUSS sia dal punto di vista amministrativo (licenze, permessi, autorizzazioni) che dal punto di vista dei controlli.
    Sempre dal Gruppo di Minoranza è stata successivamente inoltrata al Sindaco una INTERPELLANZA (testo riportato integralmente sul Ns. sito VITTUONE AMBIENTE) alla quale il Consiglio Comunale ed il Sindaco dovranno dare risposta in un prossimo CONSIGLIO COMUNALE che si dovrà tenere entro breve: data prevista LUNEDI 23 GENNAIO 2012 ORE 18:15..
    Inoltre abbiamo recentemente invitato al Circolo di Via Villoresi 23, con la presenza del Gruppo di Minoranza, del PD locale, di Vit-A e del Comitato Cieli Puliti, il CONSIGLIERE PROVINCIALE del PD, PAOLO COVA che ha successivamente presentato una MOZIONE alla COMMISSIONE AMBIENTE della  PROVINCIA di MILANO,  cui seguirà discussione nei prossimi giorni.
    Siamo certi che arriveremo alla soluzione definitiva del problema e assicuriamo che continueremo a tenere alta l'attenzione dei responsabili istituzionali affinchè adottino tutte le misure che il caso richiede.
Invitiamo tutti i cittadini a non abbassare la guardia e a segnalare al Comune, ai Vigili, all'ufficio tecnico il proprio disagio con tutti i mezzi possibili, telefono, posta elettronica, lettere e esposti diretti.
    Per qualsiasi informazione e aggiornamento le sede del Circolo Vit.A Legambiente di via Villoresi 23 è aperta tutte le domeniche mattina, dalle ore 10:00  alle 12:00.

COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO PROVINCIALE PD DI MILANO

Pubblichiamo il testo del Comunicato Stampa del Gruppo Provinciale del Pd di Milano relativo alla interrogazione presentata in data 12 Gennaio 2012 in Commissione Ambiente della Provincia di Milano, a seguito  delle ripetute richieste di Legambiente per ottenere risposte esaurienti e interventi risolutivi dopo la Audizione svoltasi a Giugno di quest'anno, sempre in Provincia.

TESTO:
 

Vittuone, Cova (Pd): Provincia si tura il naso sugli odori nauseabondi della ditta Euroguss-Asphalt

  

“In questo caso si può proprio dire che la Provincia di Milano si tura il naso sulla vicenda degli odori nauseanti emanati dalla ditta Euroguss-Asphalt di Vittuone che da anni ammorbano i cittadini”. Con queste parole Paolo Cova, consigliere provinciale del Pd è intervenuto oggi in Aula presentando un’interrogazione.

 

“A Vittuone i cittadini lamentano di cattivi odori – ha spiegato Cova – emessi dall’azienda Euroguss-Asphalt che si occupa di bitumi e asfalti. Anche l’Arpa, investita della questione, il 10 aprile del 2011 ha rilevato un presenza di odori sopra le 300 unità olfattive, date come limite. A quel punto la Provincia di Milano ha intimato all’azienda di rientrare nella norma entro 70 giorni. Dalla scadenza sono ormai passati oltre 170 giorni, più di cinque mesi, e ancora nulla è cambiato. Perché la Provincia continua a prorogare i termini? Perché non prende a cuore la questione e interviene in difesa dei cittadini?”

 

 “È  intervenuta anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha aggiunto Cova – che il 20 dicembre scorso ha richiamato la Provincia di Milano a verificare lo stato del procedimento e a indicare quali siano i motivi che finora hanno permesso la proroga”.

 

“Da parte sua – ha continuato il consigliere Pd – il sindaco del comune di Vittuone non sta svolgendo il suo ruolo di tutela della salute pubblica, visto che da anni tollera questa situazione. L’unico suo atto è stato quello di chiedere all’azienda di fare una verifica sulle emissioni odorigene. Ma si sa che il controllato che svolge il ruolo di controllore non è, di solito, garanzia di obiettività”.

 

“Chiediamo al nuovo assessore all’Ambiente Cristiana Stancari – ha concluso Cova – di prendere al più presto l’iniziativa e ovviare al permissivismo che finora ha caratterizzato l’attività dell’amministrazione provinciale”.

 

Milano, 12 gennaio 2012

 

 
Silvia Mascheroni
Ufficio stampa
Gruppo Provinciale Pd
tel. 02.77402785
cell. 335.8365056

FINE TESTO

Interpellanza del Gruppo “L’Unione per Vittuone” sulla attività produttiva della Eurogussasphalt srl

Pubblichiamo il testo integrale dell'interpellanza  presentata da "UNIONE PER VITTUONE" al Comune

Vittuone 16 Dicembre 2012

Al Sindaco,

alla Giunta Comunale,

ai Consiglieri Comunali,

del Comune di Vittuone

Interpellanza del Gruppo “L’Unione per Vittuone” sulla attività produttiva della Eurogussasphalt srl

 

Premesso che

Il nostro gruppo ha voluto discutere nel Consiglio Comunale del 28 novembre della situazione ambientale di via Madonna del Salvatore inondata di puzza di asfalto dalla Eurogussasphalt s.r.l, per capire perché dopo 8 anni di segnalazioni, interventi di ARPA, NOE, ASL, Regione e Provincia e Comune stiamo ancora aspettando che l’azienda presenti interventi strutturali agli impianti e quindi al processo produttivo per eliminare le emissioni dannose ai cittadini.

 

L’obiettivo del CC era di conoscere ed infatti si era convenuto nella conferenza dei capigruppo preparatoria al consiglio, di non presentare odg ma rinviare la votazione ad una prossima seduta in base ai riscontri che si sarebbero avuti.

 

Gli interventi in Consiglio non hanno portato a nessuna risposta alle domande avanzate dal nostro gruppo e pertanto si presenta interpellanza ai sensi dell’articolo 39 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

 

In particolare si chiede:

 

1. Il certificato di agibilità rilasciato il 10 febbraio 2004 dal Comune di Vittuone a DF asfalti snc, è conforme agli immobili attualmente utilizzati per l’attività produttiva da Eurogussasphalt srl?

 

Eurogussasphalt srl sta operando senza il Nulla Osta Inizio Attività, NOIA, rilasciato dal Sindaco, necessario per iniziare a produrre.

 

2. perché il NOIA non è mai stato rilasciato dal Comune?

 

3. è lecito che Eurogussasphalt srl possa essere operativa senza il certificato NOIA rilasciato dal Comune?

 

Su questo nulla osta c’è il parere positivo di ARPA del 7 gennaio 2005 che segnala però l’opportunità al Comune che:

  1. sia verificata la compatibilità urbanistica della tipologia di attività, da parte di codesto comune, tale verifica deve esse fatta preliminarmente al rilascio del nulla osta attività;

  2. vengano messe in atto dalla ditta, e mantenute costantemente attive, tutte le misure necessarie ad escludere danni alla salute pubblica e all’ambiente, nonché evitare molestie (in particolare rumori ed odori) agli abitanti circostanti.

Si fa presente che l’attività nella ditta rientrerebbe tra quelle classificabili come industria insalubre di 1° classe (D.M. 5/9/94 parte I gruppo B numero 13); tanto si comunica per i provvedimenti di competenza.

 

4. Quali sono i provvedimenti di competenza che il Comune ha preso a seguito di questa segnalazione di ARPA?

 

Il certificato di prevenzione incendi è stato rilasciato a Eurogussasphalt srl il 16 dicembre 2010, un anno fa.

 

5. Perché si è lasciato operare l’azienda dal 2003 al 2010 senza il certificato prevenzione incendi?

 

La ditta è stata autorizzata da Regione Lombardia nel 2003 (DGR 481), ma l'impianto, come risulta da almeno due sopralluoghi di ARPA, è sostanzialmente difforme da quello autorizzato, in particolare perché le due emissioni (E1 ed E2 nella richiesta di autorizzazione) sono diventate una sola (E1). Non è un miglioramento, si è semplicemente eliminata una aspirazione, tant’è che il Sindaco ha emesso una diffida per la sospensione della lavorazione di un forno (Prot.12687 del 2 novembre 2006), installato di recente, ottenendo dalla ditta la risposta che quel forno faceva parte dell'autorizzazione originaria ed è stato messo in funzione solo dopo. L’ ARPA, che ha richiesto al Sindaco l'emissione del provvedimento, dichiara che il forno di miscelazione non è aspirato (prot 12098 del 23 ottobre 2006).

 

6. Come è stata risolta questa situazione, a distanza di cinque anni?

 

La ditta ha presentato un progetto di variante all’autorizzazione iniziale alla Regione, ma tale progetto non risulta esplicitamente autorizzato. Il parere è preventivo, perciò la norma prescrive che sia ottenuto prima della messa in funzione delle lavorazioni. Ne consegue che la ditta dovrebbe ripristinare la situazione conformemente all'autorizzazione ricevuta, fino all'ottenimento di un parere della Regione. In questo caso comunque riconosciamo che vi è una carenza anche da parte delle autorità regionali che non si sono ancora pronunciate però:

 

7. come il Comune di Vittuone si è fatto parte attiva presso la Regione perché la richiesta di variante fosse esaminata regolarizzando la situazione produttiva in atto?

 

La ditta doveva presentare, come da ordinanza del 7 ottobre 2009 una relazione tecnica sugli impianti di abbattimento e doveva realizzare un potenziamento dei mezzi posti in opera per abbattere le emissioni, entro agosto 2010 (ordinanza n.38/2009).

 

8. Come sono stati potenziati gli impianti per abbattere le emissioni a seguito dell’ordinanza comunale?

 

9. La richiesta di verifica dell’UTC all’ARPA del 4 maggio 2010 che riscontro ha avuto?

 

Da relazione ARPA del 2009, già citata, si evince che la zona di scarico del conglomerato bituminoso dai canali di scarico al carico autocisterne non è aspirata adeguatamente, e perciò è fonte di cattivi odori. Ancora nel sopralluogo del 2011 ARPA (prot. 54905) constata l'esistenza dello scarico in un canale a cielo aperto, sebbene presidiato da una aspirazione mobile quando il bitume proviene dal forno di miscelazione.

 

Molte volte, l'ultima è nella relazione ARPA di aprile 2011, la prima è contenuta nel decreto di autorizzazione, gli organismi di controllo hanno imposto alla ditta di mettere in opera interventi per eliminare i cattivi odori. La ditta risponde che non ritiene di abbattere l'odore con riferimento le 300 unità olfattive (una misura dell'odore) citate da ARPA come limite. ARPA è già stata alquanto permissiva, se si leggono le linee guida della Regione Lombardia, si vede che il limite da non superare, per non arrecare molestia al vicinato, è molto più basso. (Linee guida per la caratterizzazione e l'autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno).

 

L'Arpa dichiara nella sua ultima relazione che la ditta, se incapace di abbattere i cattivi odori, deve essere delocalizzata. Cita come limite 300 Unità Olfattive. In Consiglio, l'avvocato del Comune ha affermato che le linee guida non sono legge e il limite 300 UO non si applica agli impianti di bitume.

 

Si ricorda quanto affermato dalla sentenza di Cassazione 656/2011 (le sentenze di cassazione fanno giurisprudenza):

In mancanza di una norma statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di emissioni olfattive, il criterio da seguire, trattandosi di dover approntare una tutela adeguata, è quello della stretta tollerabilità delle emissioni con conseguente configurabilità, in caso di superamento di tale limite, del reato di cui all'articolo 674 del codice penale”. Si precisa che si fa riferimento non alla normale tollerabilità, ma alla stretta tollerabilità.

In altre parole, se qualcuno non tollera il cattivo odore, anche con criteri soggettivi, la ditta che lo provoca commette un reato;

 

10. L’amministrazione quali provvedimenti ha preso davanti al verbale del servizio di polizia locale del 27 giugno 2011 che alle ore 20,40 dopo una segnalazione di un cittadino, verificava che: “all’esterno della suddetta ditta l’aria è effettivamente irrespirabile”

 

Vengono ora riprese le domande già fatte nel Consiglio Comunale del 28 novembre rimaste senza risposta:

 

Nell’ultima relazione di Arpa dell’aprile di quest’anno si conclude che i sistemi di abbattimento polveri …risultano, quantomeno in linea di principio, idonei al raggiungimento degli obiettivi previsti.

Questa affermazione non è comprensibile, si chiede quindi:

 

11. le prescrizioni previste dalle normative vigenti ed in base alle autorizzazione rilasciate dagli organi competenti sono tutte soddisfatte?

 

Nelle conclusioni della relazione si legge ancora che si è in presenza di situazioni di rispetto dei limiti imposti anche per i parametri quali COV ed IPA e nella relazione sono indicati solo valori di concentrazione media rilevate dall’esercente Eurogussasphalt:

 

12. i valori delle emissioni rilevati in questi anni sono stati commissionati solo da Eurogussasphalt?

 

La puzza di asfalto ed il rumore varia di molto durante il giorno, quindi si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e del rumore durante tutto l’arco della giornata;

 

13. oggi in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda?

 

14. l’assegnazione dei lotti PIP ha tenuto conto di quanto previsto dal capo III della legge 241/90, partecipazione al procedimento amministrativo, nei confronti dei vicini residenti?

 

15. Perché DF Asfalti ha avuto l’assegnazione dal Comune di Vittuone dell’area PIP pur avendo la sede ad Ossona (paese non limitrofo)?

La convenzione stipulata fra Comune e D.F. Asfalti fa riferimento ad un’attività di impresa edile stradale, che è ben diversa dalla fabbricazione di asfalto colato che è un’attività insalubre di 1^ classe;

16. quando è stata fatta la variante della convenzione da impresa edile stradale a produttore di asfalto colato?

Nella convenzione, c’è l’impegno a non trasferire a nessun titolo i lotti ceduti prima di 5 anni, mentre la delibera di Consiglio prevede 10 anni dalla stipulazione;

17. perché il Comune ha ridotto il periodo di 5 anni della durata della convenzione?

l’Amministrazione Comunale, venuta a conoscenza che nell’immobile dove operava la Società D.F. Asfalti s.n.c. esisteva e svolgeva attività da tempo un’altra società, ha con la delibera di giunta n. 97/2005, sanato l’inadempienza con una sanzione di 107.694,66€.

La convenzione prevede che questa inadempienza da parte del concessionario comporta la decadenza della concessione del lotto assegnato.

Se l’assegnazione come previsto dalla convenzione fosse stata fatta decadere, l’amministrazione non avrebbe incassato 107.694€ però avrebbe risolto il problema della situazione ambientale.

18. Perché, l’amministrazione comunale non ha provveduto a dichiarare decaduta la concessione ma si è limitato ad incassare una sanzione quando già nel 2003, gli abitanti di via Madonna del Salvatore avevano fatto presente l’attività incompatibile di questa azienda con le vicine abitazioni?

 

 

Si chiede urgente risposta scritta con riferimento al numero di domanda, rinunciando all’iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale

 

 

Il Capogruppo de l’Unione per Vittuone

 

Enrico Bodini

 

TESTO INTERVENTO DEL GRUPPO DI MINORANZA AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 28/11/2011 SULLA QUESTIONE EUROGUSSASPHALT

RIPORTIAMO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DEL GRUPPO DI MINORANZA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 NOVEMBRE 2011

Il nostro gruppo ha voluto discutere questo punto all’odg prima di tutto per sentire contestualmente dalla viva voce di tutte le istituzioni che in questi anni sono intervenuti nella questione Gussasphalt s.r.l, perché dopo 8 anni di segnalazioni, interventi di ARPA, NOE, ASL, Regione e Provincia e Comune stiamo ancora aspettando che l’azienda presenti interventi strutturali agli impianti e quindi al processo produttivo per eliminare le emissioni dannose ai cittadini?

Il termine dannoso non è casuale perché è indubbio che i cittadini di Vittuone specialmente i residenti di via Madonna del Salvatore sono gravemente penalizzati da questa situazione e quindi subiscono un danno tant’è che nell’ultimo rapporto ARPA si conclude …..si ritiene che l’esercente debba prevedere l’utilizzo di altri sistemi tecnicamente ed economicamente sostenibili affinchè le rese di abbattimento siano tali da conseguire le prestazioni minime utilizzando il valore guida già sopra indicato. In caso contrario, l’Amministrazione Comunale dovrà prevedere un percorso finalizzato alla delocalizzazione dell’impianto.

Ricordo anche che la salute è definita nella Costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", e viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone.

L’obiettivo di questo confronto in CC è di conoscere e fare chiarezza fra noi consiglieri ma anche ai cittadini frastornati da continue dichiarazioni e articoli di giornali: come convenuto nella conferenza dei capigruppo preparatoria a questo consiglio, presenteremo solo successivamente l’odg per la votazione in una prossima seduta con l’intento di una presentazione di un documento in accordo mi auguro, con il gruppo di maggioranza, che sarà fatto anche in base ai riscontri che avremo quest’oggi.

Breve Intervento perché questa sera voglio ascoltare per conoscere.

Nell’ultima relazione di Arpa dell’aprile di quest’anno si conclude che i sistemi di abbattimento polveri …risultano, quantomeno in linea di principio, idonei al raggiungimento degli obiettivi previsti. Non capisco questa affermazione, chiedo quindi ad ARPA cosa significa e se le prescrizioni previste dalle normative vigenti ed in base alle autorizzazione rilasciate dagli organi competenti alla ditta Gussasphalt s.r.l sono tutte soddisfatte.

Nelle conclusioni della relazione si legge ancora che si è in presenza di situazioni di rispetto dei limiti imposti anche per i parametri quali COV ed IPA, ma chi ha rilevato questi valori? Solo l’impresa visto che non ne ho visti altri e nella relazione sono indicati solo valori di concentrazione media rilevate dall’esercente.

La puzza di asfalto varia di molto durante la giornata: in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda? Stesso discorso riguarda il rumore: non ha senso misurarlo quando gli impianti non sono in funzione.

Non si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e di rumore durante tutto l’arco della giornata?

Questo mio intervento vuole far conoscere ai cittadini dopo innumerevoli dichiarazioni anche dell’impresa, ed articoli di giornale la sequenza dei fatti che ha portato a questa situazione ambientale perché sull’argomento ritengo ci sia molta confusione. Prendo in considerazione ad esempio le dichiarazioni dell’arch. Carlo Motta e le conclusioni finali del Sindaco contenute nella conferenza dei servizi di martedì 8 novembre

Il Direttore del Settore Tecnico e responsabile del procedimento in risposta ad un cittadino che contestava l’errore al Comune di aver fatto insediare tale azienda in quella zona spiega “ che tale area rientra all’interno di un Piano di Insediamento Produttivo approvato e per il quale è stata fatta una graduatoria dove il Sig. CAU Giuseppe è rientrato e ne aveva diritto, pertanto non si poteva escludere, sarebbe stato un abuso d’atti di ufficio”.

E il Sindaco poi afferma che vuole trovare una soluzione sebbene non sia stato lui a prevedere il posizionamento del PIP nel PRG vigente dal 1998 (sottolineato nel verbale come a rimarcare che lui non ha deciso il PRG e quindi lui non c’entra con il PIP).

Questa è la ricostruzione fedele ed inconfutabile supportata dagli atti pubblici che ho disponibili questa sera.

Il PIP è stato adottato con delibera del CC n.33 del 3 aprile 1998 nel. Allora ero io l’assessore al territorio e quindi questa delibera riporta la mia relazione che fissava i criteri per la successiva assegnazione dei lotti alle imprese: il primo punto limita al trasferimento dell’attività industriale artigianale dal centro del paese verso l’esterno, quindi il PIP era destinato, nella delibera da me presentata e adottata, solo per le attività produttive presenti a Vittuone. Il piano è stato approvato poi definitivamente dalla nuova amministrazione il 23.11.1998 in Consiglio Comunale dove era presente l’attuale sindaco Enzo Tenti.

La nuova amministrazione guidata da Carlo Portaluppi, però non presente nel Consiglio Comunale del 2 febbraio 1999, approvava ulteriori criteri di valutazione per l’assegnazione delle aree del PIP introducendo la possibilità di assegnare lotti anche ad aziende non di Vittuone, purchè insediata in un comune limitrofo, o con residenza anagrafica del titolare e/o contitolare in Vittuone. Questa variazione è stata votata dall’attuale sindaco Enzo Tenti.

Enzo Tenti, quale assessore, ha approvato poi la graduatoria per l’assegnazione delle aree del PIP con la delibera 145 del 22 giugno 1999. In tale graduatoria, fra le domande non accolte per mancanza di requisiti, c’è anche, al n. 31, la D.F. Asfalti, in quanto l’azienda ha sede legale e produttiva in altro comune e il richiedente risiede a Sedriano.

Con la successiva deliberazione della Giunta Comunale n.133 del 4 maggio 2000, è stata approvata la graduatoria definitiva in base ai requisiti fissati nelle delibere prima ricordate e dopo una serie di botte e risposta fra Comune e DF asfalti, l’azienda viene riammessa in graduatoria per l’assegnazione delle aree ed addirittura raddoppiata la superficie dell’area da 3 a 6 mila mq. Nel riammettere in graduatoria sembra si sia considerato Ossona come paese limitrofo in realtà

Limitrofo dal dizionario Sabatini Coletti si legge:

  • Di territorio, nazione o stato che confina con un altro, SINONIMO: confinante

Oppure ancora meglio dall’enciclopedia Treccani:

limìtrofo agg. [dal lat. tardo limitrŏphus, comp. ibrido di limes -mĭtis «confine». – Confinante, finitimo, riferito a paese o terreno che è ai confini d’un altro,

Ma Ossona non è certamente confinante con Vittuone!

Perché DF Asfalti è stata riammessa in graduatoria?

Il 22 giugno 2000 è stata stipulata la convenzione fra Comune e D.F. Asfalti, da cui si rileva che D.F. Asfalti si impegna ad iniziare l’attività di impresa edile stradale, che è ben diversa dalla fabbricazione di asfalto colato che è una attività insalubre di 1^ classe.

Al comma 6, lettera b della convenzione, c’è l’impegno anche a continuare la predetta attività di impresa edile stradali ed eventuali modificazioni di detta attività dovranno essere preventivamente comunicate all’amministrazione comunale e dovranno essere attuate solo a seguito di formale assenso dato per iscritto dall’Amministrazione stessa.

Esiste la formalizzazione del passaggio da impresa edile stradale a produttore di asfalto colato? Quando è stato fatto?

Al comma c della convenzione, c’è l’impegno a non trasferire per atto tra vivi, a nessun titolo i lotti ceduti con il presente atto, ovvero il godimento o l’uso degli immobili, prima del 26 marzo 2005. In realtà la convenzione tipo presentata da me e approvata in Consiglio Comunale (ancora valida perchè mai variata, così è richiamata nell’atto rogitato), prevede questo termine in 10 anni dalla stipulazione.

Perché il Comune ha fatto lo sconto di 5 anni?

Il punto 9 della convenzione prevede ancora che in caso di eventuale inadempienza da parte del concessionario di cui al presente atto, saranno applicate le seguenti sanzioni: a) mancato rispetto dei termini di cui al precedenti articoli 3 e 4 comporterà la decadenza della concessione del lotto assegnato.

I termini della convenzione sono chiari, appare incomprensibile quindi che la delibera della Giunta Comunale 97 del 2005, dove l’Amministrazione Comunale, venuta a conoscenza che nell’immobile dove opera la Società D.F. Asfalti s.n.c. esiste e svolge attività da tempo un’altra società denominata Gussasphalt s.r.l., il Comune non abbia provveduto a dichiarare decaduta la concessione ma si sia limitato ad incassare una sanzione di 107.694,66 euro. La delibera è del 2005 e già gli abitanti di via Madonna del Salvatore avevano fatto presente l’attività incompatibile di questa azienda.

Perché il Comune, a fronte dell’inadempienza dell’impresa, non ha fatto decadere l’assegnazione come previsto dalla convenzione?

Non avrebbe incassato 107 mila euro però avrebbe risolto il problema della situazione ambientale.

Alla fine di questa ricostruzione, chiedo al Sindaco di dare risposta alle domande fatte e di prendere atto che le amministrazioni di cui lui ha fatto parte sono le uniche responsabili di questa situazione insopportabile di degrado ambientale del quartiere.

Enrico Bodini