Pubblichiamo il testo integrale dell'interpellanza presentata da "UNIONE PER VITTUONE" al Comune
Vittuone 16 Dicembre 2012
Al Sindaco,
alla Giunta Comunale,
ai Consiglieri Comunali,
del Comune di Vittuone
Interpellanza del Gruppo “L’Unione per Vittuone” sulla attività produttiva della Eurogussasphalt srl
Premesso che
Il nostro gruppo ha voluto discutere nel Consiglio Comunale del 28 novembre della situazione ambientale di via Madonna del Salvatore inondata di puzza di asfalto dalla Eurogussasphalt s.r.l, per capire perché dopo 8 anni di segnalazioni, interventi di ARPA, NOE, ASL, Regione e Provincia e Comune stiamo ancora aspettando che l’azienda presenti interventi strutturali agli impianti e quindi al processo produttivo per eliminare le emissioni dannose ai cittadini.
L’obiettivo del CC era di conoscere ed infatti si era convenuto nella conferenza dei capigruppo preparatoria al consiglio, di non presentare odg ma rinviare la votazione ad una prossima seduta in base ai riscontri che si sarebbero avuti.
Gli interventi in Consiglio non hanno portato a nessuna risposta alle domande avanzate dal nostro gruppo e pertanto si presenta interpellanza ai sensi dell’articolo 39 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
In particolare si chiede:
1. Il certificato di agibilità rilasciato il 10 febbraio 2004 dal Comune di Vittuone a DF asfalti snc, è conforme agli immobili attualmente utilizzati per l’attività produttiva da Eurogussasphalt srl?
Eurogussasphalt srl sta operando senza il Nulla Osta Inizio Attività, NOIA, rilasciato dal Sindaco, necessario per iniziare a produrre.
2. perché il NOIA non è mai stato rilasciato dal Comune?
3. è lecito che Eurogussasphalt srl possa essere operativa senza il certificato NOIA rilasciato dal Comune?
Su questo nulla osta c’è il parere positivo di ARPA del 7 gennaio 2005 che segnala però l’opportunità al Comune che:
-
sia verificata la compatibilità urbanistica della tipologia di attività, da parte di codesto comune, tale verifica deve esse fatta preliminarmente al rilascio del nulla osta attività;
-
vengano messe in atto dalla ditta, e mantenute costantemente attive, tutte le misure necessarie ad escludere danni alla salute pubblica e all’ambiente, nonché evitare molestie (in particolare rumori ed odori) agli abitanti circostanti.
Si fa presente che l’attività nella ditta rientrerebbe tra quelle classificabili come industria insalubre di 1° classe (D.M. 5/9/94 parte I gruppo B numero 13); tanto si comunica per i provvedimenti di competenza.
4. Quali sono i provvedimenti di competenza che il Comune ha preso a seguito di questa segnalazione di ARPA?
Il certificato di prevenzione incendi è stato rilasciato a Eurogussasphalt srl il 16 dicembre 2010, un anno fa.
5. Perché si è lasciato operare l’azienda dal 2003 al 2010 senza il certificato prevenzione incendi?
La ditta è stata autorizzata da Regione Lombardia nel 2003 (DGR 481), ma l'impianto, come risulta da almeno due sopralluoghi di ARPA, è sostanzialmente difforme da quello autorizzato, in particolare perché le due emissioni (E1 ed E2 nella richiesta di autorizzazione) sono diventate una sola (E1). Non è un miglioramento, si è semplicemente eliminata una aspirazione, tant’è che il Sindaco ha emesso una diffida per la sospensione della lavorazione di un forno (Prot.12687 del 2 novembre 2006), installato di recente, ottenendo dalla ditta la risposta che quel forno faceva parte dell'autorizzazione originaria ed è stato messo in funzione solo dopo. L’ ARPA, che ha richiesto al Sindaco l'emissione del provvedimento, dichiara che il forno di miscelazione non è aspirato (prot 12098 del 23 ottobre 2006).
6. Come è stata risolta questa situazione, a distanza di cinque anni?
La ditta ha presentato un progetto di variante all’autorizzazione iniziale alla Regione, ma tale progetto non risulta esplicitamente autorizzato. Il parere è preventivo, perciò la norma prescrive che sia ottenuto prima della messa in funzione delle lavorazioni. Ne consegue che la ditta dovrebbe ripristinare la situazione conformemente all'autorizzazione ricevuta, fino all'ottenimento di un parere della Regione. In questo caso comunque riconosciamo che vi è una carenza anche da parte delle autorità regionali che non si sono ancora pronunciate però:
7. come il Comune di Vittuone si è fatto parte attiva presso la Regione perché la richiesta di variante fosse esaminata regolarizzando la situazione produttiva in atto?
La ditta doveva presentare, come da ordinanza del 7 ottobre 2009 una relazione tecnica sugli impianti di abbattimento e doveva realizzare un potenziamento dei mezzi posti in opera per abbattere le emissioni, entro agosto 2010 (ordinanza n.38/2009).
8. Come sono stati potenziati gli impianti per abbattere le emissioni a seguito dell’ordinanza comunale?
9. La richiesta di verifica dell’UTC all’ARPA del 4 maggio 2010 che riscontro ha avuto?
Da relazione ARPA del 2009, già citata, si evince che la zona di scarico del conglomerato bituminoso dai canali di scarico al carico autocisterne non è aspirata adeguatamente, e perciò è fonte di cattivi odori. Ancora nel sopralluogo del 2011 ARPA (prot. 54905) constata l'esistenza dello scarico in un canale a cielo aperto, sebbene presidiato da una aspirazione mobile quando il bitume proviene dal forno di miscelazione.
Molte volte, l'ultima è nella relazione ARPA di aprile 2011, la prima è contenuta nel decreto di autorizzazione, gli organismi di controllo hanno imposto alla ditta di mettere in opera interventi per eliminare i cattivi odori. La ditta risponde che non ritiene di abbattere l'odore con riferimento le 300 unità olfattive (una misura dell'odore) citate da ARPA come limite. ARPA è già stata alquanto permissiva, se si leggono le linee guida della Regione Lombardia, si vede che il limite da non superare, per non arrecare molestia al vicinato, è molto più basso. (Linee guida per la caratterizzazione e l'autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno).
L'Arpa dichiara nella sua ultima relazione che la ditta, se incapace di abbattere i cattivi odori, deve essere delocalizzata. Cita come limite 300 Unità Olfattive. In Consiglio, l'avvocato del Comune ha affermato che le linee guida non sono legge e il limite 300 UO non si applica agli impianti di bitume.
Si ricorda quanto affermato dalla sentenza di Cassazione 656/2011 (le sentenze di cassazione fanno giurisprudenza):
“ In mancanza di una norma statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di emissioni olfattive, il criterio da seguire, trattandosi di dover approntare una tutela adeguata, è quello della stretta tollerabilità delle emissioni con conseguente configurabilità, in caso di superamento di tale limite, del reato di cui all'articolo 674 del codice penale”. Si precisa che si fa riferimento non alla normale tollerabilità, ma alla stretta tollerabilità.
In altre parole, se qualcuno non tollera il cattivo odore, anche con criteri soggettivi, la ditta che lo provoca commette un reato;
10. L’amministrazione quali provvedimenti ha preso davanti al verbale del servizio di polizia locale del 27 giugno 2011 che alle ore 20,40 dopo una segnalazione di un cittadino, verificava che: “all’esterno della suddetta ditta l’aria è effettivamente irrespirabile”
Vengono ora riprese le domande già fatte nel Consiglio Comunale del 28 novembre rimaste senza risposta:
Nell’ultima relazione di Arpa dell’aprile di quest’anno si conclude che i sistemi di abbattimento polveri …risultano, quantomeno in linea di principio, idonei al raggiungimento degli obiettivi previsti.
Questa affermazione non è comprensibile, si chiede quindi:
11. le prescrizioni previste dalle normative vigenti ed in base alle autorizzazione rilasciate dagli organi competenti sono tutte soddisfatte?
Nelle conclusioni della relazione si legge ancora che si è in presenza di situazioni di rispetto dei limiti imposti anche per i parametri quali COV ed IPA e nella relazione sono indicati solo valori di concentrazione media rilevate dall’esercente Eurogussasphalt:
12. i valori delle emissioni rilevati in questi anni sono stati commissionati solo da Eurogussasphalt?
La puzza di asfalto ed il rumore varia di molto durante il giorno, quindi si ritiene necessario installare nelle vicinanze una centralina fissa per il rilievo delle emissioni in atmosfera e del rumore durante tutto l’arco della giornata;
13. oggi in che modo viene tenuta costantemente sotto controllo l’emissione in atmosfera del pulviscolo, dei gas o vapori derivanti dal processo produttivo della azienda?
14. l’assegnazione dei lotti PIP ha tenuto conto di quanto previsto dal capo III della legge 241/90, partecipazione al procedimento amministrativo, nei confronti dei vicini residenti?
15. Perché DF Asfalti ha avuto l’assegnazione dal Comune di Vittuone dell’area PIP pur avendo la sede ad Ossona (paese non limitrofo)?
La convenzione stipulata fra Comune e D.F. Asfalti fa riferimento ad un’attività di impresa edile stradale, che è ben diversa dalla fabbricazione di asfalto colato che è un’attività insalubre di 1^ classe;
16. quando è stata fatta la variante della convenzione da impresa edile stradale a produttore di asfalto colato?
Nella convenzione, c’è l’impegno a non trasferire a nessun titolo i lotti ceduti prima di 5 anni, mentre la delibera di Consiglio prevede 10 anni dalla stipulazione;
17. perché il Comune ha ridotto il periodo di 5 anni della durata della convenzione?
l’Amministrazione Comunale, venuta a conoscenza che nell’immobile dove operava la Società D.F. Asfalti s.n.c. esisteva e svolgeva attività da tempo un’altra società, ha con la delibera di giunta n. 97/2005, sanato l’inadempienza con una sanzione di 107.694,66€.
La convenzione prevede che questa inadempienza da parte del concessionario comporta la decadenza della concessione del lotto assegnato.
Se l’assegnazione come previsto dalla convenzione fosse stata fatta decadere, l’amministrazione non avrebbe incassato 107.694€ però avrebbe risolto il problema della situazione ambientale.
18. Perché, l’amministrazione comunale non ha provveduto a dichiarare decaduta la concessione ma si è limitato ad incassare una sanzione quando già nel 2003, gli abitanti di via Madonna del Salvatore avevano fatto presente l’attività incompatibile di questa azienda con le vicine abitazioni?
Si chiede urgente risposta scritta con riferimento al numero di domanda, rinunciando all’iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale
Il Capogruppo de l’Unione per Vittuone
Enrico Bodini
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