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19
dic

Il comune di Vittuone approva la cementificazione, Legambiente si oppone.

Nonostante le 16 osservazioni ricevute da noi di Legambiente, dalla Provincia di Milano, dall’ ASL, dall’ARPA, dai Comuni di Sedriano ed Arluno e dal gruppo consiliare di opposizione il comune ha approvato il piano di cementificazione del “bacin”. La sostituzione di un bosco con capannoni industriali porterà a conseguenze negative per la salute; in primo luogo un aumento dell’inquinamento che già oggi supera la soglia limite fissata dal Ministero per la protezione della salute umana.
Non possiamo permettere di far subire questo danno ai cittadini vittuonesi e pertanto ci opporremo. Chiediamo a tutti coloro che sono interessati alla salvaguardia della loro salute di opporsi a questo scempio ambientale e li invitiamo a donarci un contributo per le spese legali che dovremo sostenere. Le donazioni possono essere versate sul c/c IT 24 L 05584 01749 0000 0009 8845 intestato alla associazione VIT.A circolo di Vittuone di Legambiente o direttamente alla sede dell’associazione in via Villoresi 23 alla domenica mattina dalle 10 alle 12

In questo periodo molte associazioni chiedono contributi, tutti finalizzati a scopi sicuramente lodevoli, Vi possiamo assicurare che ne avremmo fatto sicuramente a meno, la posta in gioco è molto alta, i nostri avi ci hanno lasciato un territorio a misura d’uomo, dobbiamo in qualche modo preservarlo.
Crediamo che le tecnologie possano coesistere con l’ambiente, ne citiamo due:
-Le energie alternative, rinnovabili.
-La raccolta differenziata che in certi comuni ha costi vicini allo zero.
Bosco del Bacin, non possiamo accettare “chiediamo un sacrificio ai cittadini”; che tipo di impatto avrà col tempo questi inquinanti sulla crescita dei nostri figli?
da La Repubblica - 5/12/08: Milano, troppi veleni nell’aria: 400 le vittime dello smog. E quando il PM10 supera i limiti raddoppiano anche i ricoveri dei minorenni.
Augurandovi Buon Natale e un futuro migliore, una piccola riflessione, tratta dal libro “Seven lessons in conscious living” – Csa Press:
“Le opinioni sul senso della vita e sullo scopo per il quale siamo in questo mondo sono di poco valore. Se pensieri e azioni non migliorano le nostre vite, quelle degli altri e l’ambiente, il nostro soggiorno relativamente breve in questa dimensione di relazioni temporanee e transitorie è sprecato (…).” - Roy Eugene Davis

11
dic

Cemento - quel mondo solido tra affari e politica

da Repubblica — 09 dicembre 2008 pagina 40 sezione: CULTURA

Fino a qualche mese fa l’ emergenza erano i rifiuti a Napoli; poi c’ è stato il caso vistoso della sanità in Abruzzo; infine l’ annosa vicenda fiorentina di un recupero urbanistico, legato all’ area della Fondiaria e al costruttore Ligresti, che ha messo in seria difficoltà l’ amministrazione comunale di Firenze. In una parola: in un’ Italia fatta di città, il problema si chiama cemento. Perché il cemento è il punto di incrocio fra procedure amministrative locali, politica sul territorio e affari. Non è un caso che le esperienze migliori di organizzazione urbanistica risalgano ormai agli anni Settanta, sotto la spinta progettuale di critici come Antonio Cederna, ma grazie anche alla capacità propositiva di architetti come Pier Luigi Cervellati e Leonardo Benevolo, ispirati da un’ idea di città legata al senso della comunità più che all’ interesse privato. A quell’ epoca, sotto il profilo economico e politico, l’ aspetto critico principale era la rendita, a cui si connettevano possibilità speculative impressionanti; e le amministrazioni progressiste, con i progetti legati alla cultura del recupero e della riqualificazione urbana, rappresentavano un argine, non soltanto ideologico bensì materiale ed effettivo, alla progressiva espansione cementificatrice delle città. Non è facile da stabilire che cosa sia cambiato dall’ epoca in cui i centri storici costituivano il fiore all’ occhiello delle giunte più illuminate (non soltanto di sinistra, perché la pianificazione bresciana di Benevolo avviene sotto una giunta democristiana), insieme con la tutela ambientale delle aree immediatamente extraurbane, come la collina bolognese. Ma in primo luogo c’ è da riconoscere che l’edilizia è la principale forma di imprenditoria che entra immediatamente a contatto con le amministrazioni territoriali: non l’ unica, perché anche sanità, energia, smaltimento dei rifiuti, servizi di welfare locale, sistema dei trasporti incrociano necessariamente la politica; ma senz’ altro il settore in cui le potenzialità di profitto in seguito a una decisione politica possono mutare in modo esponenziale. Tutto questo vale in misura assai minore per l’ imprenditoria industriale o dei servizi, che al massimo offre qualche chance di sostegno politico ed elettorale attraverso contributi e favori, ma è estranea alla stratosferiche possibilità di rendita offerte dal variare delle coalizioni d’ interessi fra politica e settore delle costruzioni. Si intuisce senza difficoltà, infatti, che un nuovo piano regolatore, con le inevitabili varianti contrattate con le corporazioni economiche, può spostare volumi ingenti di risorse e di ricchezza, e che quindi il ruolo del ceto politico risulta decisivo nell’ orientare futuri flussi di profitto. Accade qualcosa di simile in tutte le opere infrastrutturali (strade, ponti, edifici pubblici, tratti ferroviari, metropolitane), ma con gli interventi nel tessuto urbano gli incrementi di valore possono risultare colossali. Non è una condizione inedita, ma oggi c’ è da considerare la fame di suolo e di volumetrie suscitata dalle trasformazioni metropolitane. C’ è da mettere insieme un quadro che contempla la metamorfosi demografica, che moltiplica i nuclei famigliari, il proliferare delle strutture di servizio, l’abbandono di stabilimenti industriali storici. Tutto questo vale sia per i centri minori sia per le grandi città. A Trento, il recupero di alcuni insediamenti industriali dismessi ha portato l’ amministrazione comunale a progettare, in modo quasi visionario, la città del prossimo secolo; a Modena il recupero della Manifattura Tabacchi amplierà significativamente l’ offerta di appartamenti e uffici nel centro storico, con effetti ancora imprecisati sul mercato. Nell’ area metropolitana di Milano, si pensi alle “quote di città” spostate dalle operazioni sulla Bicocca e la Fiera, anche in relazione all’ Expo del 2015. A Torino, è risultata di buona qualità l’ opera di riconversione urbana determinata dai finanziamenti per le Olimpiadi invernali. A Roma, il piano regolatore di Veltroni è apparso come un progetto contrattuale fra l’establishment politico e l’ élite dei “palazzinari”, destinato a stabilizzare per decenni l’ equilibrio fra la politica e il sistema degli affari capitolino (poi le cose sono andate diversamente, ma l’ idea su cui si era mosso Giuseppe Campos Venuti era decifrabile: un compromesso con le richieste dei costruttori, che consentiva buoni volumi di affari limitando ragionevolmente le cubature). Tuttavia c’ è un altro aspetto da considerare. Perché se è vero che gli animal spirits dell’ economia guardano con strenua attenzione alle possibilità di reddito offerte dall’ intervento urbanistico, sul fronte opposto è la politica a guardare con interesse analogo alle opportunità offerte dal cemento. Il fatto è che non esiste nella tradizione amministrativa italiana la concezione secondo cui il volume di spesa degli enti pubblici va verificato a ogni bilancio e tarato sulle future esigenze effettive. Si tende piuttosto a considerare ogni capitolo di spesa come un dato da aggiornare in via progressiva: e nel momento in cui le risorse vengono ridimensionate dal governo centrale, le amministrazioni territoriali si trovano nella necessità di aumentare i propri introiti. Molte di esse lo hanno fatto incrementando la tassazione, contando sulla sopportazione dei cittadini; altre hanno valorizzato il patrimonio pubblico mettendolo sul mercato, o gestendolo in combinazione con i privati. Ma la tecnica prevalente consiste ormai da tempo, senz’ altro prima dei problemi determinati dall’ abolizione dell’ Ici, nel variare quei parametri urbanistici, come le destinazioni d’ uso, che possono modificare in modo rilevante il valore di immobili e terreni. Tutto questo ha una sua razionalità economica, e talora anche motivazioni tutt’ altro che ignobili (ad esempio, il comune “vende” cubature ai privati in cambio di edifici pubblici, scuole, asili), ma si scontra innanzitutto con una preveggente azione sull’ ambiente, perché se prevale il bruto interesse economico, tutto il resto rischia di passare inevitabilmente in secondo piano. In secondo luogo il rapporto, o finanche la coalizione, con settori economici identificabili tende a stratificare un insieme di scambi e concessioni che fa riferimento ai partiti, alle maggioranze, ma via via anche alle correnti e ai circuiti di potere afferenti alle singole personalità politiche. Talora questo gioco di alleanze interessate giunge a provocare serie distorsioni nel mercato, a cominciare dalla trasparenza e correttezza degli appalti; può determinare quindi effetti negativi sui costi delle opere progettate, e interconnessioni opache fra responsabili tecnico-politici e imprese (o rappresentanze delle imprese). Infine è tutto da vedere, e meriterebbe approfondimenti da parte degli economisti, se la “città infinita”, che si espande senza limiti oltre le periferie, è un soggetto economico in equilibrio o è fonte di costi che graveranno in modo insostenibile nel lungo periodo, per i servizi che implicano, i trasporti, le opere di urbanizzazione. Cioè se quella che Cervellati ha chiamato ironicamente “Villettopoli” è occasione di profitto o alla lunga un aggravio di spesa: insomma se l’ economia del cemento, all’ ultima riga del bilancio, non rappresenti una perdita per tutta la comunità. - EDMONDO BERSELLI

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dic

Premiazione del concorso fotografico

Nella giornata di domenica 7 dicembre ci sarà la premiazione del concorso fotografico “Il degrado ambientale a Vittuone - aspetti e forme, dalla maleducazione all’inquinamento”. Le fotografie sono state esposte in occasione della festa del paese e votate dagli stessi cittadini di Vittuone che ne hanno decretato la classifica.
La premiazione, con consegna dei premi e degli attestati, è prevista per le ore 11 nella sede di via Villoresi 23; seguirà un aperitivo con salatini.
Si ricorda che nella stessa sede, nei giorni 6 e 7 dicembre si svolgerà un mercatino del libro usato; la vendita sarà effettuata a prezzi simbolici ed a offerta libera

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dic

Campagna tesseramento 2009

E’ aperta la campagna tesseramento 2009!
Invitiamo tutti i soci di Legambiente a rinnovare la propria tessera e aspettiamo tutti quelli che vorranno unirsi a noi.
Quest’anno abbiamo tante iniziative in mente e ci serve il vostro aiuto.
Se desideri maggiori informazioni o se vuoi iscriverti direttamente in sede contattaci all’indirizzo e-mail info@vittuone-ambiente.it

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Tutte le quote associative 2009

SOCIO JUNIOR (nati dal 1995 in poi) - € 10,00
Riceve “Jey”
SOCIO GIOVANE (nati dal 1984 al 1994) - € 15,00
Riceve “La Nuova Ecologia”
SOCIO ORDINARIO - € 30,00
Riceve “La Nuova Ecologia”
SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE - € 35,00
Riceve “La Nuova Ecologia” e “Formazione Ambiente”
SOCIO SOSTENITORE - € 80,00
Riceve “La Nuova Ecologia” e una copia omaggio del volume “Ambiente Italia”
TESSERA COLLETTIVA - €50,00 (obbligatoria x tutti i soggetti collettivi tranne le scuole, che possono iscriversi anche come Socio scuola e formazione)
Riceve “La Nuova Ecologia”