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28
feb

Agenda21 Un modo per distinguersi ( non per tutti!)

Agenda 21 Dei comuni dell’ Est TicinoNe fanno parte tutti i comuni dell’Est Ticino,Albairate, Arluno, Bareggio, Boffalora Sopra Ticino, Casorezzo, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Marcallo con Casone, Mesero, Ossona, Robecco S.NSanto S.Ticino, Sedriano (fra non molto entrerà a far parte anche Magenta)agenda-211

 

 

pecora

 

 

 

Vittuone………… è la pecora nera     …..Unico Paese Assente del Magentino

Questo sta’ ad indicare senza riserve della scarsa sensibilità per l’ambiente della nostra

pianta-mano

 Amministrazione Comunale!

Non esistono giustificazioni ! Unica preoccupazione è Cementificare.

cemento-1

In questo settore, siamo i primi !

 

 

 

 

19
feb

Appelli Candidati Politici

Gentile Candidato alla carica di Governatore,

Il nucleare è una falsa soluzione per il clima, è troppo costoso e tutti i nodi di questa pericolosa tecnologia, compreso lo smaltimento delle scorie radioattive, sono ancora irrisolti.
Il nostro Governo intende riportare il nucleare in Italia, senza consultare i cittadini e scavalcando le competenze delle Regioni in materia di energia. Proprio per questo, 13 Regioni hanno fatto ricorso contro la Legge n.99 del 2009, che prevede l’esclusione delle Regioni dalle scelte relative alla localizzazione degli impianti, attribuendo al Governo il potere di realizzare impianti nucleari anche in Regioni contrarie alla loro realizzazione.
E’ quindi in atto un disegno che mira a delegittimare gli Enti Locali per imporre dall’alto scelte rischiose, sulla pelle dei cittadini. Se Lei verrà eletto avrà, dunque, una grande responsabilità: quella di opporsi a questo progetto per proteggere la Sua Regione e i Suoi cittadini dalla realizzazione di una centrale nucleare o di un deposito di scorie radioattive.
Le chiedo quindi di dichiararsi contrario al nucleare, e di farlo pubblicamente e con chiarezza prima delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, per dare ai cittadini, come me, la possibilità di poter esercitare il proprio voto con consapevolezza.

1. Il nucleare è molto pericoloso
La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e
causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza le ricerche
scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili
nelle aree vicino alle centrali nucleari.
2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300
anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza
delle scorie nel lungo periodo.
3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare
di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro "verdi" e dunque 10-15 volte
l’occupazione indotta dal nucleare.
4. Il nucleare è troppo costoso
Secondo le analisi di primarie società finanziarie, il costo dell’elettricità nucleare da nuovi impianti sarà di
65-70 euro/MWh quasi il doppio della cifra presentata da Enel e governo (40 euro/MWh). Se poi teniamo
conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e
le future generazioni saranno ancora più elevati.
5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi
150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni
di CO2.
6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e
invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero
pulite, efficienza energetica e rinnovabili.
7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo
dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese.
E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.
8. Il nucleare è una risorsa limitata
L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti
nuove centrali, l’esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.
9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un’importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione
rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.
10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione
scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la
distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per
l’Italia

Tutti gli stati orientano le loro risorse verso energie alternative, ricordo per il nucleare ha tempi lunghissimi di attuazione 15 anni!!!nel frattempo? Probabilmente chi propone il nucleare non ci sarà più …..e saranno ……problemi dei nostri figli e nipoti . Quarant’ anni fà si poteva bere l’acqua dei fontanili, la falda era a  3 metri .. ora per non rimanere AVVELENATI , e per trovare acqua bevibile occorrono pozzi profondi fino a 200 Metri!!!!!!!!!!!!!!!!!!cose da fantascienza!

In  Finlandia il Nucleare di  ultima generazione ! (identico al progetto  Italia ha costi triplicati. L’ entrata in funzione era prevista 2008 (alla data attuale è ancora stato collaudato )  per i troppi guasti. (TRINO vercellese dista da noi 60 KM!!)

.graficografico-eolico

 

19
feb

Nucleare! Si, Sa ,ma non si dice (hanno paura delle reazioni degli elettori)

 

nucleare







Probabili siti di nuove

centrali Nucleari  

    Vittuone    frecce        Trino Vercellese

                           60 Km

 

 

 

                     Vittuone     freccie-rosse            Caorso


86Km

Distanze da Vittuone alle possibili centrali nucleari 

Tenute nascoste dal governo per …!Paura fifa!

 

09
feb

ACQUA: BENE COMUNE. Incontro venerdì 12 febbraio

L’AssociazioneVIT.A – Legambiente, dopo aver aderito ed essere stato uno degli enti promotori della riunione svoltasi a Magenta lo scorso venerdì 5 Febbraio sul tema della privatizzazione dell’acqua, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo importante tema, come prosieguo e sviluppo dell’iniziativa, ha promosso una riunione - cui sono stati invitati gli amministratori locali, i responsabili delle associazioni, dei partiti politici, affinché si facciano parte attiva nella tutela dell’acqua come “bene comune” - per il prossimo: venerdì 12 febbraio 2010 alle ore 21,.00 presso la sede del Circolo Legambiente di Vittuone Vit.A in Via Villoresi 23 sul  tema: “ACQUA: BENE COMUNE”

Si ricorda che la Legge 166, approvata il 20 novembre 2009, prevede che entro il 31-12-2011 la gestione di servizi pubblici di rilevanza economica quali rifiuti, gas, trasporto pubblico ed anche il servizio idrico, siano affidati a imprese private tramite gara e, nel caso in cui per tali servizi si scelga la gestione da parte dell’ ente pubblico, questo ultimo dovrà comunque costituire una società mista con una società privata a cui sarà attribuito almeno il 40% del capitale sociale.
 SI TRATTA DI UN PROVVEDIMENTO INACCETTABILE!
 Il servizio della distribuzione dell’acqua non può essere paragonato a quello delle linee telefoniche o della raccolta differenziata che sono essenziali ma non vitali.
Al pari di aria, terra e sole, l’acqua deve essere un  bene non in vendita e non negabile a  qualcuno.
Inoltre il decreto, stabilendo che la proprietà della rete idrica resta pubblica mentre la gestione diventa privata, fa intendere che il carico dei costi di manutenzione spetteranno solo alla parte pubblica delle future società di gestione, così che noi cittadini dovremo pagare con le tasse i costi di manutenzione e di ampliamento della rete lasciando alle società private tutti i guadagni.
Nel nostro paese, l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua un esempio di un altro modello di società.
E per dirla con Padre ALEX ZANOTELLI “Sarà solo partendo dalla certezza che ci sono altre vie alla privatizzazione del servizio idrico che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia”
E ORA CHE COSA SI PUÒ FARE ?
Premere sulle rappresentanze politiche perché siano convocati Consigli comunali specifici sul tema per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”; premere sul Consiglio comunale perché faccia la scelta di affidare o di mantenere l’affidamento ad un Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico la gestione e la distribuzione dell’acqua.

 

02
feb

Mal’Aria a Vittuone

Come ogni inverno si ripropone il problema dell’inquinamento atmosferico: proprio domenica scorsa a Milano, dopo 17 giorni consecutivi di sforamento dei limiti europei consentiti di pm10, è stato deciso un blocco totale del traffico che non ha però risolto il problema.

Quando si parla di questi argomenti si è portati a pensare subito alle vie congestionate di Milano o, comunque, si associa l’inquinamento atmosferico alle grandi città.
In realtà anche l’aria di Vittuone è molto inquinata ma la situazione passa sotto silenzio anche a causa della mancanza di un monitoraggio costante dei livelli degli inquinanti; proprio per questo il nostro circolo ha richiesto ripetutamente di installare una centralina di rilevamento ma non siamo ancora stati ascoltati.
Per cercare di valutare la qualità della nostra aria dobbiamo, quindi, far riferimento ai dati di Magenta: da questi si deduce che il limite per la protezione della salute umana è stato superato per ben 18 giorni su 26 dall’inizio dell’anno 2010; si ricorda ancora che i dati di Magenta erano inferiori a quelli registrati a Vittuone nel 2007.
L’inquinamento atmosferico non è, quindi, prerogativa della sola Milano ma interessa tutta la provincia.

Infine riportiamo uno stralcio del dossier di Legambiente “Mal’aria di città 2010” riguardo gli effetti dannosi dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana.

“Il non rispetto dei limiti di legge per ci costa molto in termini di salute: malattie cardiovascolari, polmonari, ricoveri e decessi aumentano sempre al peggioramento della qualità dell’aria e in modo diretto rispetto alla concentrazione dei principali inquinanti. Non vengono colpiti solo i soggetti che si trovano già in condizioni di salute gravi, ma l’esposizione agli inquinanti atmosferici, soprattutto se prolungata, determina un generale peggioramento delle condizioni di salute anche nei soggetti sani.
Vari studi epidemiologici hanno confermato che le emissioni inquinanti aumentano il rischio di morte per malattie cardiovascolari come infarto del miocardio e ictus, per malattie polmonari, determinano un aumento della mortalità infantile, e possono anche avere impatti sull’apparato riproduttivo. Senza poi contare effetti “collaterali” quali l’aumento di ricoveri per malattie respiratorie, polmonari e cardiovascolari, e l’impatto economico che questo causa in termini di spese mediche e perdita di giornate lavorative. A rischio in particolare sono gli anziani e i bambini, questi ultimi particolarmente soggetti all’asma.
Già i risultati dello studio condotto dall’OMS insieme all’allora APAT (oggi Ispra), pubblicati nel giugno 2006, avevano colpito nel dichiarare che in 13 città italiane (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo) negli anni 2002-2004 si sarebbero potute evitare circa 2300 decessi se si fosse rispettato il limite annuale di 40 μg/m3 previsto per legge di concentrazione di PM10. Portando la concentrazione di polveri sottili a livelli ancora più bassi, al di sotto dei 20 μg/m3, le morti evitate salirebbero addirittura a 8220, cifre che dovrebbero chiarire una volta per tutte l’urgenza di interventi per il risanamento della qualità dell’aria all’interno delle nostre città.
La tossicità delle polveri sottili dipende dal fatto che date le piccole dimensioni riescono a penetrare in profondità nell’apparato respiratorio, e in particolare le frazioni più piccole (PM2,5 e PM0,1) rappresentano la parte più pericolosa, riuscendo a penetrare fino agli alveoli. Inoltre a causa della presenza di metalli e altre sostanze adsorbite sulla loro superficie, sono in grado di causare radicali liberi che causano infiammazioni e malattie polmonari e possono determinare danni allo sviluppo polmonare. Sebbene le polveri sottili possano essere anche di origine naturale, studi hanno dimostrato che quelle di origine veicolare hanno capacità più alta di produrre radicali liberi e quindi pericolosità maggiore. L’O3 è un irritante delle mucose, può provare tosse, mal di testa e edema polmonare, e può provocare infiammazioni e avere conseguenze cardiovascolari. Per quanto riguarda gli inquinanti principali, la pericolosità del NO2 deriva dal suo essere sostanza irritante per le vie respiratorie e per gli occhi, può raggiungere gli alveoli e provocare edema polmonare.”
(Tratto da “Mal’Aria di città 2010” - www.legambiente.eu/documenti/2010/malariaUltimo.pdf)

 

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