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04
giu

Inquinamento ….articolo che avremmo preferito non pubblicare

Informazioni Inquinamento Atmosferico
I cittadini, di Via Madonna San Salvatore da molti anni,hanno  sviluppato una crescente sensibilità per la qualità` dell’ambiente nel quale vivono e non sono piu` disposti ad accettare che la loro salute venga messa a rischio, tanto meno per un interesse privato.
In particolare per i miasmi di una azienda  di asfalti. Malgrado una raccolta di firme, denunce alle autorità ASL Carabinieri , Sindaco di Vittuone nulla è cambiato. inquinamento_atmosferico_urbano_inquinamento_aria_smog_51
 
Il tipo di lavorazione che si effettua alla azienda di asfalti prospiciente via Madonna del Salvatore  Vittuone . e` la produzione dei conglomerati bituminosi, e cioe` la miscelazione a caldo di bitume e inerti (sabbia e ghiaia). Questo provoca la formazione al camino di fumi densi e maleodoranti che contengono varie sostanze inquinanti e polveri fini e finissime (PM10, PM2.5) che sono la diretta conseguenza del riscaldamento degli inerti.
 
Desideriamo infor marvi che per questo fattore di rischio è stato ufficialmente formato un comitato di cittadini allargato a quello  esistente di Via Madonna San Salvatore allargato  tutti i cittadini di  Vittuone e paesi limitrofi,  con l’intento di effettuare tutte le iniziative (raccolta di firme , gazebi , sit in etc) in modo che le autorità competenti responsabili si attivino per una risoluzione definitiva di questo grave problema. Questo è un principio come documento informativo successivamente inizieremo una raccolta di firme fra tutti i cittadini .
Secondo gli studi elencati sotto, il problema per questi tipi di insediamenti interessano vasta fino a 5 chilometri. Quindi sono interessate aree del comune di Vittuone (i cui amministratori hanno  autorizzato l’insediamento)  ma sono interessate aree dei comuni limitrofi Corbetta Arluno Sedriano)  A questa situazione va sommato il grave problema delle polveri sottili, "PM10"  con i nuovi insediamenti e relativo traffico veicolare, vi invitiamo a verificare i grafici del 2009. sempre su questo sito……………
Un recente studio dell’INAIL
(http://www.inail.it/cms/pubblicazionieriviste/tuttititoli/rischio/conglomeratibituminosi/ConglomeratiBituminosi.pdf) inizia con la seguente affermazione:
Gli impianti di produzione dei conglomerati bituminosi presentano molteplici fattori di rischio, specifici per la salute e la sicurezza dei lavoratori, talvolta di difficile approccio per aziende di dimensioni medio-piccole e poco studiati a livello nazionale ed internazionale.
Tra i settori meritevoli di un’analisi peculiare e stato individuato il comparto di produzione dei conglomerati bituminosi. I motivi dell’interesse per tale comparto sono riconducibili principalmente ai seguenti fattori:inquinamento_atmosferico-morte
la presenza di una pluralità di fattori di rischio: esposizione ad agenti chimici pericolosi
(polveri, vapori) o cancerogeni, a rumore, a vibrazioni; possibilità di infortunidi vario genere;
Il NIOSH (National Institute of Occupational Safety and Health) raccomanda di considerare i fumi di asfalto come potenziali cancerogeni occupazionali. La cancerogenicità dei bitumi è legata alla presenza nei fumi di idrocarburi policlici aromatici (IPA), alcuni dei quali sono classificati dalla IARC come possibili cancerogeni per l’uomo, gruppo 2A(benzo[a]antracene, benzo[a]pirene, dibenzo[a,h]antracene) o probabili cancerogeni, gruppo 2B (naftalene, indeno[1,2,3-cd]pirene, benzo[b]fluorantene, benzo[j]fluorantene, benzo[k]fluorantene). Gli stessi agenti cancerogeni sopramenzionati si sviluppano anche dai processi di combustione e pirolisi degli oli combustibili e diatermici. A questi si aggiunge l’idrogeno solforato (H2S), irritante, non presente nelle materie prime tal quali, ma generato quale sottoprodotto, e la soda caustica (idrossido di sodio, NaOH), sostanza tossica utilizzata in quantità discrete. La combinazione di IPA e polveri fini sarebbe particolarmente pericolosa, in quanto favorisce la veicolazione e l’accumulo nell’organismo di queste particelle (vedi Bibliografia Generale).
I fattori di rischio all’esposizione che riguardano la popolazione adulta debbono essere molto aumentati nel caso di bambini e adolescenti, come stabilito da un gran numero di pubblicazioni
• l’entrata in vigore di nuove norme circa il rischio da agenti chimici pericolosi e cancerogeni, con la necessita, da parte delle aziende, di adeguarvisi tempestivamente e correttamente;
*La salute e la prevenzione sono materia di responsabilità  del sindaco;
Chiediamo precisi interventi e richieste elencate di seguito:
·       i dati di controllo della qualità dell’aria della zona o una stima degli stessi
·       i dati relativi al controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti industriali limitrofi ai sensi del DPR 203/88 (prescrizioni per i controlli e/o gli autocontrolli)
·       i dati relativi alla morbilità dei bambini e dei residenti della zona (incidenza
·       malattie dell’apparato respiratorio, allergie, ecc..)
·       l’attivazione di un monitoraggio, anche estemporaneo, ma possibilmente continuato e definito sulla base delle indicazioni dei cittadini coinvolti, dell’aria nella zona, con particolare riferimento alle concentrazioni di PM10, Benzene, ozono e biossido di azoto,
·       nonche` un’indagine epidemiologica sui bambini e e gli abitanti della zona.
Queste sono le richieste e le misure, che siamo intenzionati a come cittadini a partire con iniziative di varioinquinamento-atmosferico-salute-bambini tipo per favorire la DELOCALIZZAZIONE dell’impianto che riteniamo totalmente incompatibile con l’area. In quanto è strettamente a poche decine di metri dall’insediamenti
Le emissioni causate da insediamenti industriali come la Gxxxxt hanno un effetto negativo sulla salute di tutti. In questo caso, pero`, abbiamo a che fare con una popolazione di bambini e adolescenti CONCENTRATI per molte ore in prossimità dell’insediamento e costretti a subirne gli effetti per molte ore al giorno. Sono purtroppo ormai moltissimi i lavori scientifici che mettono in evidenza l’insorgere di patologie di varia gravita nelle popolazioni giovanili con l’esposizione agli inquinanti prodotti nel tipo di attività in questione.
 Per motivi di brevita` si propone di seguito una
campionatura rappresentativa degli articoli che trattano del problema:
1) In: Childhood cancers and atmospheric carcinogens di E.G. Knox, pubblicato nel 2005
sul Journal of Epidemiological Community Health si afferma che:“e` stato riscontrato un aumento importante del rischio di contrarre TUMORI NELLAPOPOLAZIONE INFANTILE per individui che vivono nel raggio di 1 km da emissioni concentrate di monossido di carbonio, PM10 particles, Composti Organici Volatili (VOC), Ossidi di Azoto,
benzene, diossine, 1,3-butadiene, and benz(a)pyrene. La stima di questi rischi ha messo in luce chela maggior parte dei tumori infantili e leucemie sono probabilmente causati da queste esposizioni Quasi tutti questi inquinanti sono tipici di stabilimenti come la Gusasfalt, come anche dimostrato dalle misure effettuate, nel Luglio 2006.
2) In: Childhood brain cancer near asphalt industry in Salisbury, North Carolina (USA),
pubblicato in rete dal Dr. Richard Weisler della Blue Ridge Environmental Defense League
nel Gennaio 2003, si va ancora di piu` nel dettaglio, e si studiano gli effetti sulla
popolazione infantile di uno stabilimento di asfalti del tutto simile alla Sintexcal. Le
conclusioni sono le seguenti:-Negli ultimi 5 anni e` stata riscontrata una incidenza 11 volte maggiore del normale di forme rare di cancro al cervello in prossimita` di impianti per la produzione di asfalti nella comunita`di Milford Hills di Salisbury; i 4 casi individuati sono sicuramente una sottostima perche`
diagnosticati da un solo medico;
-L’eta` dei bambini affetti da queste forme tumorali varia dai 3 ai 16 anni
-Nella piccola comunita` si sono verificati anche casi multipli di mieloma, a fronte di una normale incidenza statistica di 3 casi su 100,000;
-e` aumentata in modo importante l’incidenza di varie patologie, quali cancro al fegato e al pancreas, asma, diabete, disfunzioni tiroidali, ecc…
3) In: Migration patterns of children with cancer in Britain di E. G. Knox, E. A Gilman
pubblicato nel 1998 sul Journal of Epidemiological Community Health si afferma che:
“ il rischio di tumori infantili aumenta in modo molto importante per individui che vivono in un raggio da 3 a 5 km da insediamenti industriali quali:
-raffinerfumiie, fabbriche di asfalti, grandi utilizzatori di derivati del petrolio, ecc….
Ovviamente questa rassegna non e` da considerarsi esaustiva, ma segnala la GRANDE
PERICOLOSITA` di un insediamento come l’azienda   nell’attuale contesto.
 
 
 
 
 
 
 

 

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